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La storia di Collarmele
Collarmele, tra i paesi della Marsica, è quello la cui storia più è stata avvolta da un alone di fantasia, di mistero e, talvolta, anche di terrore. II Corsignani parla della presenza di "spiriti maligni" in localitá Cetúra; il Pansa raccoglie la credenza secondo cui i persecutori di Cristo sarebbero nativi proprio di Collarmele; il De Salis, il Gregorovius, il Marcone riferiscono di lugubri storie di agguati, di morti crudeli, di briganti. Lo stesso Andrea Di Pietro, che fa derivare la moderna Collarmele dall'unione di piú villaggi o casali (Colle, Armele, Cerfennia, Sambuco, Ceturo, Baullo, Oloreto... Vedi sezione STORIA

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La chiesa della Madonna delle Grazie

In mezzo al Regio Tratturo, adiacente la Tiburtina Valeria, a Nord dell'abitato di Collarmele, cioè, quando ci si incomincia ad inerpicare per l'attraversamento del Vado di Forca Ferrata Caruso, c'e' una bella chiesetta di campagna dedicata alla Madonna Delle Grazie, come normalmente la popolazione dice, ma che dalle carte risulta essere denominata Chiesa di Santa Maria delle Grazie. E' una chiesetta votiva realizzata in due tempi successivi.  La parte più antica é a forma quadrata con volta la quale scarica il peso su piccoli pilastri ottagonali che si trovano ai quattro spigoli. Questa parte e' sollevata rispetto al resto della costruzione da quattro gradini che conducono all' altare maggiore... Vedi sezione  CHIESE E MONUMENTI

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La Chiesa di Santa Felicita
I Principali luoghi dove tuttora é vivo e si pratica il culto di Santa Felicita,  oltre a Collarmele, vi sono: Cava dei tirreni, in provincia di Salerno, nelle cui vicinanze, esattamente nella basilica della famosa Badia, di Santa Felicita si conserva un busto argenteo del sec. XV ed una statua marmorea seicentesca, finemente lavorata; e a Rocca San Felice (Avellino).  Assai suggestiva e commovente fu a Collarmele, la cerimonia del 26 Aprile 1982 che suggellò il gemellaggio tra il popolo Collarmelese e quello di Rocca San Felice, nel nome, ogni giorno da loro invocato... Vedi sezione  CHIESE E MONUMENTI

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La Centrale eolica
Un certo principio della termodinamica sostiene che "nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma ", secondo il continuo divenire della materia che si trasforma in energia (per esempio la legna che brucia fornendo calore) e viceversa (come accade nei processi biologici di fotosintesi che danno vita ad alberi e fili d'erba). Questo principio, costantemente verificato sul piano fisico, potrebbe far pensare ad una sostanziale inutilità dell'impegno per la conservazione della natura, poiché, in ogni caso, prima o poi l'energia consumata tornerà di nuovo materia, quindi produrla in un modo o... Vedi sezione  DA NON PERDERE

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