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Vicende storiche
Testi a cura di Don Francesco Prosia  maggiori info autore
Vicende, di cui i singoli centri urbani della Marsica ne avvertirono, chi più chi meno, le conseguenze che furono a volte positive e spesso anche negative. Nella Marsica antica i centri più noti ed importanti furono Alba Fucense, Marruvio, Lucus Ancitie, Anxanum, Antinum e Cerfennia. Quanto a Cerfennia tre erano le principali attribuzioni che nell'epoca romana le conferivano un certo meritato prestigio: l'essere anzitutto una stazione sulla Via Valeria (1), l'essere anche un "oppidum" ossia una cittadina fortificata e l'essere sede di un "municipium" ossia un centro abitato, a cui i Romani concedevano una speciale autonomia amministrativa. Avezzano, Celano e Pescina acquisteranno l'importanza socio - politico amministrativa dopo il Mille e maggiormente nell'età contemporanea. 
 
1° Sotto Augusto, l'Imperatore

La Marsica era parte di una delle 11 circoscrizioni in cui l'Imperatore divise l'Italia. Circoscrizione che venne denominata "Samnium" e che comprendeva, oltre al Sannio storico (l'odierno Molise) anche l'Abruzzo e la provincia di Ascoli Piceno (2). 
 
Nell'alto Medioevo sotto il regno di Teodorico
Anche la Marsica risenti fortemente della lunga guerra tra l'esercito dei Goti e quello dell'imperatore Giustignano (527 - 565). 
 
Sotto i Longobardi (sec. VII e VIII). 
La Marsica divenne una "gastaldia" ossia una sorta di provincia alle dipendenze del Ducato di Spoleto. 
   
4° Al tempo dei Franchi (sec. IX e X), si costitui la cosiddetta "Provincia Valeria o Paese dei Marsi", che comprendeva, oltre la Marsica, i territori dei Marrucini, dei Frentani e quello dei Piceni Pretuzi (la odierna provincia di Teramo e parte della provincia di Ascoli Piceno). 
Fu allora, come già accennato precedentemente, che detta Provincia o Paese dei Marsi prese per la prima volta il nome di Abruzzo. La Marsica in detto periodo rimase divisa in due contee o contadi: la contea di Alba Fucense e quella di Celano. La contea di Celano si estendeva sino alla valle suhequana, compresa, ed era divisa in feudi, di cui uno dei minori fu Collarmele ed uno dei maggiori, sempre pero alle dipendenze di Celano fu il feudo baronale di Pescina. 
 
5° Durante il periodo dei Comuni, sotto gli Svevi ed i Normanni (sec. XI - XII XIII). Cerfennia sotto i Romani, come già detto, molto probabilmente era un "municipium" ossia una specie di Comune. Suhito dopo il Mille, negli Abruzzi, compresa, quindi, la Marsica, non si svolsero le vicende storiche del Nord e del Centro Italia con le lotte dei Comuni che reclamavano dall'Imperatore del Sacro Romano Impero l'autonomia amministrativa. Il vero motivo per cui nel Meridione, in cui politicamente rientrava anche l'Abruzzo, non si verificarono le lotte comunali, fu perché i Normanni ai popoli loro sottomessi mai, per principio, avrebbero concesso l'autonomia che invocavano i Comuni del Nord. Nella Marsica la gestione che vigeva nei vari centri era quella dei "Comuni rustici", i quali, come tali, in tutto il Meridione si erano già costituiti, come si é visto, nell'età feudale, prima che il Meridione cadesse sotto il dominio dei Normanni. 
    
6° Durante il periodo delle Signorie e dei Principati (dalla seconda metà del sec. XIII al principio del sec. XVI). Signorie e Principati, come istituzioni politiche, si originarono, al pari dei Comuni, solo nell'Italia del Nord e del Centro, per lo stesso motivo, legato alla presenza nel Meridione dei Normanni. Il Principato, come quello dei Savoia e dei Medici di Firenze si differenziava dalle Signorie per due elementi fondamentali: per una maggiore estensione del territorio, che perlopiù era un'intera regione, rispetto al territorio della Signoria, che di solito era costituito da una sola città, come la Signoria dei Gonzaga di Mantova, degli Estensi di Ferrara, degli Scaligeri di Verona. E per un riconoscimento giuridico che il capo della Signoria aveva ottenuto dall'Imperatore o dal Papa per poter diventare principe. 
  
7° Nel '600 durante il dominio spagnolo e nel '700 sotto i Borboni
Tra le grosse novità che in tale fase storica possono interessare in qualche modo la Marsica ed i Centri urbani in essa compresi, ci sono: 
a) La presenza dei Colonna e degli Orsini, in lotta tra di loro, con alterne vicende di vittorie e di sconfitte, per godere di un predominio in detta zona; b) A Celano i Piccolomini rimangono sino al 1591. Ai Peretti successori dei Piccolomini, succedono a loro volta gli Sforza, i quali vi rimarranno sino alla Rivoluzione francese;
c) La rivolta a Napoli di Masaniello, che nei paesi della Marsica sembra che abbia avuto dei precursori. A Collarmele, che continuava ad essere uno dei tanti feudi di Celano, rimangono, quali riflessi di tali vicende, due testimonianze concrete e significative: il Santuario della Madonna delle Grazie, la cui erezione si attribuisce ad una certa principessa Piccolomini, divenuta baronessa di Pescina; e la torre detta normanna in quanto fu costruita da Ruggero II, conte di Celano,il quale si presume che appartenesse ad un ramo cadetto della stirpe dei Normanni. La stessa torre viene anche detta "torre dei Colonna", in quanto tali principi nella lotta contro la famiglia avversa degli Orsini, se ne servirono per scopi difensivi. 
  
8° Durante il Risorgimento italiano.  
Il Risorgimento, inteso come movimento patriottico per ottenere l'indipendenza dal governo austro-ungarico, si svolse, cosa nota a tutti, lentamente, per tappe, tramite le società segrete, come la Carboneria, i moti Mazziniani e le guerre d'indipendenza. Qui si fa solo un cenno sul tipo di partecipazione da parte delle popolazioni meridionali, compreso il nostro Abruzzo, che per quanto geograficamente al centro della penisola venga considerato il cuore dell'Italia, tuttavia politicamente almeno allora, gravitava sul regno di Napoli. 
La massa degli Italiani, a giudizio concorde degli storici e dei politologi, era impreparata ai moti di cospirazione, per mancanza di una vera consapevolezza  sui problemi dell'Italia come nazione. 

Ed i cospiratori, come Santorre di Santarosa, i fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, Guglielmo Pepe, l'ufficiale di Nola che capeggio il moto di Napoli del 1821 contro Re Ferdinando per ottenere la Costituzione, erano casi isolati di singoli eroi, alla testa di un nucleo assai ristretto di cospiratori. Ed il motivo di fondo di tanta disaffezione da parte delle masse popolari fu (sono sempre gli storici e politologi a riconoscerlo) l'eccessivo campanilismo, inteso come attaccamento gretto al proprio paese di provincia. Un ricordo triste, fisso ancora nella memoria di tanti Collarmelesi, è quello del Brigantaggio degli anni '60 del secolo scorso. Una piaga che si diffuse in tutte le regioni del Regno delle due Sicilie, specie nella Campania, nelle Puglie e nella Basilicata. Nei paesi della Marsica, briganti del posto erano pochi: i più erano rifugiati clandestini di altre regioni. E tra i Briganti, oltre a quelli più numerosi, che per diversi motivi erano politicamente filoborbonici ed avversi al nuovo governo piemontese, proclamato ufficialmente nel 1861 dal Parlamento Subalpino, c'erano anche tanti giovani restii alla leva: servizio che, mentre era libero regno borbonico, era stato reso obbligatorio dallo Statuto del Regno d'Italia. 
   
9° Migliorie della viabilità. 
Nell'anno 1873 fu costruita la carrozzabile Avezzano - Sulmona, la quale segue per lunghi tratti il tracciato dell'antica Via Valeria. Carrozzabile che a Collarmele attraversa, alberata, il paese con il nome di Via Nazionale. 
Nell'anno 1881 fu costruita la carrozzabile Avezzano - Tivoli, la quale anch'essa per molti tratti segue il tracciato di Via Valeria. Nell'anno 1888 fu costruita la ferrovia Roma - Sulmona, che funzionò a vapore sino agli anni '40, quando venne elettrificata- (3). Nell'anno 1902 fu costruita la ferrovia che collega Avezzano con Sora e col Napoletano. Indubbiamente le suddette migliorie e l'introduzione nei successivi decenni del secolo in corso dei servizi automobilistici hanno incrementato il commercio ed il turismo e reso più confortevole il soggiorno nei paesi della Marsica e dell'intero Abruzzo. 
 

   

Note 
1) Stazione ossia luogo ove si sostava per due motivi particolari: per il cambio dei cavalli che conducevano le bighe e per una sorta di svincolo dove i viaggiatori sostavano per raggiungere il proprio centro abitato nella zona. 
 
2) La diceria, di sapore umoristico caricaturale, inventata dai paesi vicini, che i Collarmelesi siano 'quelli della crocifissione" trova una spiegazione nel fatto che Pilato era un sannita. Senonché, ignorandosi esattamente dove il proconsole romano abbia avuto origine nel Sannio, comprensivo allora anche dell'Abruzzo, diversi sono i paesi di detta circoscrizione, a cui si accredita l'onore o il disonore di avergli dato i natali. 
 
3) Indecisione ci fu in un primo tempo nella progettazione del tronco Avezzano - Pescina: se allacciare le stazioni dei paesi rivieraschi del Fucino (l.uco, Trasacco, Ortucchio, Pescina). Essendo poi prevalsa la soluzione dell'attuale tracciato (Avezzano - Paterno - Celano - Aielli - Cerchio - Collarmele - Pescina) ai Pescincsi che si lamentavano f'u detto: "Del treno vi faremo sentire solo il fischio!". 
  
Testi tratti dal libro "Collarmele (ieri...e...oggi)"
 
 
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