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"Cerfennia" l'antico centro abitato, da cui trasse origine Collarmele
Testi a cura di Don Francesco Prosia  maggiori info autore
Si conosce molto poco di detto villaggio, per la mancanza di fonti vere e sicure. La storia di Cerfennia si inquadra nella storia della Marsica antica, il cui centro era e rimane il lago di Fucino ed i suoi confini sono tuttora ben delineati, come appresso indicato: " Partendo dal Passo di Forca Caruso, l'antico Monte Imeo, il confine segue l'elevata cresta dei monti Terrata, Argatone e Marsicano. Poi, oltre l'angustissima gola di Opi, raggiunge la Serra delle Gravare e la Forca d'Acero. Quindi segue la dorsale spartiacque fra il fiume Sangro e il fiume Liri fino al monte "Tre Confini". 
 
Qualche incertezza é in corrispondenza all'alta valle del Liri, della quale tuttavia spetta indubbiamente alla Marsica il tronco superiore, un tempo detto Val di Nerfa. A partire dal monte Bove, il confine é di nuovo segnato nettamente dai monti Midia e Serrasecca, dalla lunga dorsale che culmina nel monte Viparella. Poi dai monti Guardia di Orlando, Verri e Saticone, fino alla bocca di Teve; di qua per il Vado di Pezza ed il piano di Rovere, risale la cresta del Sirente, sino a Forca Caruso " (Enc. Treccani). 
   
Degli antichi storici, che della Marsica e dei Marsi danno parziali notizie, sono da ricordare: Tito Livio, Procopio, Polihio, Isiodoro e Plinio il Vecchio. "I Marsi, come anche i Peligni, i Frentani ed i Vestini, erano popolazione "sahellica". Nella Prima e Seconda guerra Sannitica si mantennero neutrali, e nel 308 a.C. sembra che prendessero la parte dei Sanniti, secondo la versione di Livio, mentre Diodoro li fa in quella circostanza alleati dei Romani. In ogni caso si ribellarono, quando i Romani vollero fondare nel loro territorio le colonia di "Carseolis" (Carsoli) e, vinti, dovettero cedere una parte dei loro campi ai nuovi coloni di allora fino al 91 d.C. (anno in cui ebbe inizio la guerra sociale degli Italici,che a Corfinio si diedero convegno, per contendere ai Romani l'egemonia dell'intera penisola), furono sempre alleati dei Romani e al loro fianco presero parte alla battaglia di Canne contro Annibale. Anche dopo la conquista romana i Marsi mantennero il loro carattere di popolo forte e guerriero". 
   
Le città principali o piuttosto i villaggi fortificati oltre Marruvio (l'odierno San Benedetto) ed Alha Fucense furono: Anxantia, Antinum, Lucus Ancitiae (Luco dei Marsi) e Cerfennia" (ibidem), Cerfennia, quindi, come si é visto, era un "oppidum", ossia una cittadina fortificata. Rimane il dubbio se a fortificarla siano stati i Romani, dopo avere sottomesso la Marsica, oppure gli stessi Marsi. Una cosa é certa: che Cerfennia sorgeva sulla Via Valeria, "grosso modo" dove sorge oggi l'odierno Collarmele. 
A scanso di facili confusioni é opportuno chiarire le diverse accezioni attribuite al nome Valeria. 
 
Le accezioni sono: Via Valeria, Gente Valeria, Città di Valeria, Provincia di Valeria e Regione Valeria. 
Via Valeria. Era cosi detta dal personaggio romano che la fece costruire, ma di cui non si conosce il nome. Come tutte le vie consolari, anche Via Valeria aveva inizio, in Roma, del cosiddetto "ombelico", sito dietro il Campidoglio e tuttora visibile nel Foro Romano. 
Via Valeria si componeva di diversi tratti, eretti in tempi successivi diversi e contrassegnati dai cippi miliari, in corrispondenza delle diverse stazioni: 
Tratto Roma Tivoli (Via Tiburtina), con svincolo o stazione a Tivoli, la 
Tibur latina; tratto Tivoli Cerfennia. 
Prima di raggiungere la stazione di Cerfennia, a Vicovaro, lungo il fiume Aniele, dalla Tiburtina - Valeria si staccava la diramazione che conduceva a Licenza, ove era la famosa Villa di Orazio Flacco, di cui ben custodite si conservano ancora le rovine. 
   
Presso Arsoli la Valeria si biforcava e tuttora si biforca in due diramazioni: la Valeria Inferiore, detta "Subiacense", perché portava, e porta, a Subiaco, e la Valeria Superiore, che proseguiva verso Carsoli,saliva verso il monte Bove, per ridiscendere nel bacino del Fucino, fino a raggiungere lo svincolo o la stazione di Cerfennia; tratto Cerfennia Teate (Chieti), fatto costruire dall'imperatore Claudio, lo stesso che tentà il prosciugamento del lago di Fucino. 
Ed ecco ora la testimonianza preziosa che di detto ultimo tratto dà lo storico tedesco Luca Holstenio, amico carissimo dell'avezzanese Muzio Febonio (1597 - 1663). L'Holstenio, nel viaggio che fece in Abruzzo nel 1647, non tralascià di fare osservazioni e di raccogliere materiale storico importante, tra cui la testimonianza su Cerfennia e Via Valeria. Eccola: "Ho fatto parecchie belle osservazioni e buscate (acquisite) alcune memorie, principalmente della continuazione della detta strada: A CERFENNIA USQUE AD OSYIAM ATERNI" (1). In Latino: Aternus é il fiume; Aternum é il nome di Pescara; Ostia Aterni é la foce del fiume Aterno. Foce che in quei tempi remoti era nei pressi di Teate (Chieti). Ecco perché si dice che la Tiburtina Valeria arrivava a Chieti. 
 
Gente Valeria. Come é noto, l'identità di un nobile romano si esprimeva, comunemente, con tre denominazioni diverse: con il "praenomen" (indicante la persona singola. Noi diremmo: il nome di battesimo); con il "cognomen" (indicante la Gente ossia la stirpe, a cui le diverse famiglie appartenevano); con il "nomen" (che indicava la speciale famiglia a cui apparteneva il singolo individuo). E spesso al trinomio si aggiungeva un "supranomen" (soprannome), legato quasi sempre ad una impresa gloriosa per la quale il personaggio si era distinto. Un esempio: Publio Cornelio Scipione, l'Africano. È il famoso eroe che trionfò su Annibale: apparteneva alla Gente Cornelia, alla famiglia degli Scipioni ed era detto l'Africano, perché nella battaglia di Zama, durante la terza guerra punica, distrusse Cartagine.
 
Tra le Genti di maggiore prestigio dei nobili romani figurava anzitutto la Gente "Giulia" con la famiglia dei Cesari, a cui appartenevano Giulio Cesare e l'imperatore Augusto. Seguiva al secondo posto la Gente Cornelia con la famiglia degli Scipioni e al terzo posto la Gente Valeria, con le famiglie dei Messala, dei Massimi e dei Pubhlicoli. Alla nobile famiglia Pubblicola della Gente Valeria appartenne il console Publio Valerio Pubblicola, il quale potrebbe essere stato il costruttore della Via Valeria, limitatamente ai due tratti: Roma - Tivoli e Tivoli - Cerfennia. 
   
La città di Valeria. È incerta l'ubicazione esatta di essa. Era detta Valeria, perché sorgeva nei pressi del lago di Fucino e lungo la Via Valeria.
La Provincia Valeria. Era formata dalle due contee, dette anche contadi, di Alba Fucense e di Celano. Tale situazione storico - geografica si verificò a cominciare dal secolo IX sotto i Franchi e si protrasse sino al secolo XVI, periodo delle Signorie e dei Principati. 
La Regione Valeria, con la quale inizia l'Abruzzo. Attorno al nucleo dell'antica Provincia Valeria al tempo dei Franchi erano stati annessi i territori ahitati dai Marrucini e dai Frentani, nonché quello dei Piceni, detti "Aprutium", eccetto la Sabina romana, che rimaneva ai papi... Da allora la Provincia dei Marsi del territorio più settentrionale, quello "in Finihus Aprutii" (2) fu detta Regione Valeria". Regione Valeria che in seguito, tenuto conto del fiume Aterno, come linea di demarcazione, rappresentava l'Abruzzo, che poi sarà detto "Superiore", rispetto all'Abruzzo "Citeriore", che comprendeva al di qua dell'Aterno la provincia di Chieti ed una buona parte delle province dell'Aquila e di Pescara. 
 
  
  

Note
1) Si veda per notizie su Febonio e su Holstenio l'opuscolo "NOTIZIE STORICHE SU MUZIO FEBONIONIO" di Giorgio Morelli, a cura di Virginio Laurini. Edizioni LAURI NOVAE - Roma 1965.
 
2) "In finibus Aprutii" ossia tra i confini del territorio dei Piceni Pretuzi, che "grosso modo" comprendeva l'area delle odierne province di Teramo e di Ascoli Piceno. 

 
Testi tratti dal libro "Collarmele (ieri...e...oggi)
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